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Il TAR sospende lo sgombero delle Terme

Com’era prevedibile che accadesse, la vicenda del ritorno delle Terme al Comune si è ulteriormente complicata. In attesa di discuterne il merito il prossimo 10 maggio, il TAR di Reggio Calabria ha nel frattempo sospeso, su richiesta del gestore, l’ordinanza comunale di sgombero – alla vigilia del termine fissato per l’esecuzione -, consentendo così l’avvio della nuova stagione programmato per martedì 18 aprile.

Quale sarà la decisione di merito è, allo stato degli atti, un enigma avvolto in un mistero. Riesce però difficile immaginare che la stagione termale, avviata dalla Terme Service, possa essere proseguita dal Comune in caso di verdetto favorevole a quest’ultimo, verdetto peraltro impugnabile, come ogni decisione del TAR, davanti all’ulteriore e definitiva istanza del Consiglio di Stato.

Se è una sconfitta per tutta Galatro, lo è in primo luogo per l’Amministrazione Tromba, che aveva incentrato sul ritorno delle Terme al Comune in tempi brevi una campagna elettorale coronata da una vittoria schiacciante. Quali che possano essere ora le attenuanti e/o gli alibi, il fallimento è inequivocabile e meriterebbe (se ci fosse qualcuno disposto a farla) una seria riflessione. Che se si ragiona politicamente e in un’ottica rigorosamente politica – tagliando fuori le espressioni e le formule agitatorie da eterna campagna elettorale - non potrebbe non prendere in considerazione l’opportunità di restituire la parola ai cittadini, rassegnando un mandato la cui principale ragion d’essere è ormai seriamente compromessa ed inficiata.

Andrebbero però altresì considerate le implicazioni negative di una decisione siffatta, che aprirebbe la strada ad una gestione commissariale alla quale sarebbero demandate, senza nessun mandato popolare, le decisioni in ordine alla vertenza Comune-Terme Service per conto di Galatro e dei galatresi. Non resta, allora, che far seguire alla responsabile presa d’atto del fallimento politico il riconoscimento dello stato di necessità e il coinvolgimento diretto della minoranza consiliare nell’esecutivo, soprattutto nella gestione della vertenza con la Terme Service, facendo coincidere il giorno del ritorno delle Terme al Comune con quello della fine della consigliatura.

Così andrebbero le cose se esistesse ancora la ragion politica, che a Galatro però non esiste più da tempo. La previsione più probabile, anzi certa, è allora che si continuerà, come se nulla fosse, facendo leva sulla mera maggioranza numerica, scartando le dovute assunzioni di responsabilità con argomentazioni speciose. In puro stile antipolitico.


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