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Viaggi d'istruzione: i genitori di Galatro e
Feroleto contro le partenze solo da Laureana


Levata di scudi dei genitori degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado di Galatro e Feroleto contro la disposizione della Dirigente Scolastica, Pasqualina Servelli, di eleggere Laureana, in quanto sede della dirigenza e degli uffici di segreteria, a unico punto di partenza e d’arrivo dei pullman dei viaggi d’istruzione.

La disposizione, in vigore già dall’anno scorso, costringe i genitori galatresi – così come quelli di Feroleto-Plaesano, Candidoni e Serrata - ad accompagnare i figli a Laureana per la partenza e a tornare a riprenderseli al rientro, sobbarcandosi i gravi disagi causati dall’inevitabilità di una diversa distribuzione degli impegni, lavorativi e d’altro tipo, nell’arco della giornata.

Da aggiungere che tale disposizione appare anche penalizzante dal punto di vista strettamente economico per gli alunni dei paesi sopra elencati in quanto alla quota d'iscrizione va aggiunto il sovrapprezzo del viaggio di andata e ritorno da Laureana che ogni genitore deve sobbarcarsi.

Nei mesi scorsi i rappresentanti dei genitori nei consigli di classe e d’istituto dei plessi di Galatro e Feroleto hanno tentato, per vie informali ed amichevoli, d’indurre la Dirigente a più miti consigli, senza risultati di sorta. La dottoressa Servelli continua infatti a trincerarsi dietro quelle che, a suo dire, sono disposizioni legislative e ministeriali così perentorie e tassative da non lasciare alcun margine di mediazione. Senza mai, però, indicarle espressamente.

Da segnalare inoltre che ci sono tanti esempi di istituti scolastici della provincia di Reggio e di quella di Vibo nei quali i viaggi d'istruzione sono organizzati con partenza sempre dal Comune in cui si trova il plesso scolastico frequentato dagli alunni.

E’ stata la totale mancanza di qualsivoglia chiara indicazione delle norme che impedirebbero di iniziare e concludere i viaggi nelle sedi “periferiche” dell’Istituto Comprensivo ad aver fatto andare in bestia i genitori, che dopo una ricognizione delle norme in materia hanno deciso, comunicandolo alla Dirigente, di non far più partecipare i figli ai viaggi d’istruzione, anche se la cosa andrebbe a penalizzarne il percorso formativo.

La situazione è per il momento lontana da uno sblocco che, se dovesse perdurare, richiederà l’intervento dell’Ufficio Scolastico Regionale per porre fine a una vicenda che merita di essere definita con un solo aggettivo: surreale.


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