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Presentato a Cosenza il libro di
Massimo Distilo sul pianoforte


Il recente libro del pianista e musicologo galatrese Massimo Distilo, dal titolo Sigismund Thalberg: primordi e sviluppi della Scuola pianistica napoletana (Salerno, Booksprint, 2016, pp. 136, € 14.90) č stato presentato qualche giorno fa nell'aula magna del Conservatorio di Musica "Stanislao Giacomantonio" di Cosenza alla presenza, oltre che dell'autore, della prof.ssa Mariagrazia Laganā, del maestro Giuseppe Maiorca e del maestro Francesco Libetta, autore di una preziosa nota introduttiva del volume.

Dopo l'intervento preliminare della prof.ssa Laganā, responsabile della Biblioteca del Conservatorio, la quale ha sottolineato come mancasse un lavoro che in un'unica narrazione inquadrasse tutto lo svolgimento che, nel corso di oltre due secoli, ha riguardato la storia del pianoforte a Napoli e nel Meridione, con importanti ripercussioni nel resto d'Italia e nel mondo, č stato il maestro Giuseppe Maiorca, docente di Pianoforte al Conservatorio di Cosenza, a mettere in evidenza il ruolo determinante avuto dalla Scuola pianistica napoletana nel progresso degli studi pianistici, con il racconto anche di qualche aneddoto su alcuni personaggi fondamentali appartenuti a tale scuola.

Il maestro Francesco Libetta, docente al Conservatorio di Lecce e giunto a Cosenza per l'occasione, ha evidenziato come i caratteri della scuola pianistica meridionale, che hanno ricevuto un imprinting decisivo dal grande pianista ginevrino della prima metā dell'Ottocento Sigismund Thalberg, si discostano da quello che č un classico stereotipo del carattere meridionale, ovvero l'essere un po' sopra le righe, sanguigni, se non addirittura scomposti. In realtā i pianisti del meridione appartenuti e appartenenti a questa scuola si caratterizzano per un approccio molto composto alla tastiera, per la cura spasmodica del suono, degli aspetti tecnici e interpretativi dell'esecuzione e per la serietā del lavoro, rifuggendo assolutamente da tutto ciō che č semplice esibizionismo e vuota apparenza.

Il maestro Massimo Distilo ha poi illustrato a grandi linee le caratteristiche del volume, evidenziando come l'idea del libro sia nata dagli ambienti che gli erano familiari da bambino: il vecchio pianoforte Zimmerman dello zio, i vecchi metodi ingialliti di Beniamino Cesi, allievo di Thalberg e capostipite di questa scuola, il fatto che anche chi non era un addetto ai lavori era in grado di dare prescrizioni su come tenere la mano sul pianoforte, con le dita "a martello".

E' poi seguita una serie di interessanti interventi e domande da parte del pubblico, composto in buona parte da studenti e docenti del Conservatorio, con una discussione e una riflessione approfondita sui temi proposti dal libro.

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Nelle immagini: in alto la copertina del libro; in basso un momento della presentazione, da sinistra Mariagrazia Laganā, Francesco Libetta, Massimo Distilo, Giuseppe Maiorca (foto Mario Distilo).


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