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Terme: la società con socio
unico sul piede di partenza


L’incontro dell’Amministrazione Comunale con la cittadinanza, svoltosi nella serata di venerdì 13 aprile in una sala-convegni comunale sufficientemente affollata, è servito per comunicare lo scioglimento delle residue riserve circa il futuro delle Terme S. Elia: saranno gestite dal Comune per mezzo di una società che avrà lo stesso ente quale unico socio, così da evitare il più possibile di incorrere nei vincoli e nelle limitazioni di operatività comportate dalla gestione diretta.

La società in gestazione, è stato ribadito tanto dal Sindaco quanto dall’assessore Pasquale Simari, indirà un bando per individuare un manager di collaudata esperienza e dalle competenze giuste per far decollare la struttura, che dopo decenni di attesa potrà, si spera, realizzare appieno tutte le potenzialità occupazionali garantendo l’assunzione e successivamente la stabilizzazione di una cifra tra le cinquanta e le sessanta unità lavorative. Unità, è stato precisato, che potranno essere tutte di Galatro dal momento che ci sono già parecchi lavoratori cittadini galatresi in possesso del titolo rilasciato dagli enti regionale di formazione, mentre altri lo potranno conseguire nei corsi che si andranno ad attivare. Sarebbe un risultato importante per invertire la tendenza al calo demografico, che nel nostro paese ha finito per assumere le caratteristiche del vero e proprio spopolamento.

A introdurre gli interventi, in veste di moderatore, è stato Michele Scozzarra, che ha messo nel dovuto risalto come la situazione, a due anni dalla presentazione della lista Tromba nella stessa sala, sia radicalmente cambiata, essendosi realizzato l’obiettivo all’epoca enunciato del ritorno delle Terme nella disponibilità del Comune, su cui c’era, ha polemicamente puntualizzato, chi si dichiarava scettico remando pure contro.

Tra i protagonisti della serata il tecnico comunale architetto Michele Politanò, il cui intervento ha focalizzato le difficoltà nei rapporti con la società concessionaria per l’effettuazione dei dovuti controlli e per riportare la struttura in condizioni accettabili, essendo documentata da una sequenza di foto scattate subito dopo il ritorno delle Terme al Comune che hanno suscitato parecchia impressione tra i presenti, una situazione di incredibile degrado.

Il futuro delle Terme di Galatro, sia pure con i contorni di un’inevitabile vaghezza, è stato comunque tracciato all’insegna dell’ottimismo, legittimato dai risultati della gestione diretta della stagione 2017 grazie alla quale il Comune potrà avvalersi, nell’esercizio corrente 2018, di un rilevante avanzo d’amministrazione, 202.000 euro (su circa 900.000 complessivi) che verranno investiti in interventi per migliorare la funzionalità della struttura e renderla sempre più in grado di soddisfare le esigenze dell’utenza.

Il decollo delle Terme di Galatro, è stato poi sottolineato soprattutto dall’intervento del sindaco Carmelo Panetta, dipende in rilevante misura dalla Regione Calabria, che dovrà decidersi quanto prima ad attivare i POR, i piani regionali che rappresentano, se programmati e finanziati, importanti opportunità per l’economia del territorio.

Una nota importante riguarda il versante politico della questione terme, sul quale si è registrata, con l’intervento del capogruppo di Galatro viva in Consiglio comunale, Nicola Marazzita, un’importante convergenza sugli obiettivi e sui modi e mezzi per realizzarli, al cui riguardo gli esponenti dell’Amministrazione hanno più volte ribadito che si intenderà operare nella massima trasparenza, vigilando affinché le Terme, come paventato en passant nell’intervento di Marazzita mediante un riferimento ad un episodio del passato, non diventino un carrozzone elettorale.

Anche se qualche intervento del pubblico, nel dibattito che ne è seguito, ha improvvidamente rinfocolato polemiche proprie della campagna elettorale, l’impressione complessiva che si può trarre è che il lavoro dell’Amministrazione in questi due anni sia servito a porre le premesse perché avvenga il tanto atteso decollo.

Del quale ci si augura che finisca di essere, come il celebre Godot, sempre atteso e mai visto.

Nelle foto: in alto scorcio della sala durante il convegno; in basso il tavolo dei relatori.


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