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Galatro se l'è cambiate le mutande?
Pasquale Cannatà
Ho già scritto in altre occasioni di alcuni aneddoti legati allo studio della lingua latina al liceo: questa volta mi sono ricordato di quello studente che dovendo tradurre dal “de bello civili” di Giulio Cesare l’espressione “mutatis mutandis”, invece del corretto “dopo aver cambiato le cose che si dovevano cambiare”, per la fretta ha tradotto: “cambiatosi le mutande”.

La guerra civile esplode quando Cesare il 1º gennaio 49 a.C., inviate lettere al Senato e viste respinte le sue proposte per comporre pacificamente le divergenze politiche con il Senato stesso e con Pompeo, decide di marciare su Roma e attraversa con il suo esercito il fiume Rubicone (che segnava il confine oltre il quale non ci si poteva avvicinare a Roma in armi) pronunciando la famosa frase “alea iacta est”, che tradotto significa “il dado è tratto”, cioè lanciato, e quindi voleva dire che si giocava il suo destino e non poteva più tornare indietro.

Cesare comincia a rimettere amministrativamente in ordine Roma, occupandosi dei problemi di chi era debitore (e dei relativi creditori), della situazione elettorale creata dalla legge di Pompeo (Lex Pompeia de ambitu che istituiva un tribunale speciale per i brogli dal 70 a.C. in poi) e quindi, “mutatis mutandis” riparte per le sue missioni di guerra. Per una strana associazione di idee, ricordando queste cose, mi è sorta spontanea una domanda:

Galatro se l’è cambiate le mutande?

A Galatro, cioè, nel corso degli anni e col succedersi delle varie amministrazioni, sono state cambiate le condizioni che hanno frenato lo sviluppo del paese? Sono state poste le premesse per creare nuovi posti di lavoro e migliorare l’economia e le condizioni di vita delle famiglie?

Da quello che leggo sul nostro giornale on line e dai commenti che fanno i nostri concittadini su facebook, la situazione generale non sembra ottima nonostante gli sforzi fatti dall’amministrazione comunale e dalle varie associazioni che si prodigano per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei residenti: io, e come me molti galatresi che abitano in altre città lontane dal luogo di nascita, abbiamo sempre aspettato di trovare delle novità ad ogni nostro ritorno al paese, ma visto che i miglioramenti vanno a rilento, oggi voglio attraversare il mio Rubicone dopo aver gettato il mio dado, per portare al nostro comune delle mutande nuove da aggiungere a quelle senz’altro più utili e preziose portate da altri.

Fuor di metafora, vorrei offrire agli amministratori ed ai componenti dei partiti all’opposizione (ho amici in ambedue gli schieramenti, e comunque il bene del paese non ha colorazioni politiche!), alle varie associazioni ed a tutti i cittadini che vorranno coglierle, alcune idee che ho più volte enunciato in privato a qualche amico e che secondo me aiuterebbero a smuovere le acque della nostra economia al momento stagnanti: io mi metto in gioco e da Padova mi impegno a dare il massimo contributo possibile, ma c’è bisogno di chi da Galatro faccia la sua parte.

  • La prima cosa che si potrebbe fare è quasi, per così dire, gratis et amore Dei. A casa mia la radio-sveglia è sintonizzata su “radio Maria” attraverso le cui onde ogni mattina alle ore 7,30 trasmettono la Messa da una città diversa: la cosa che per noi è interessante riguarda il fatto che ad inizio collegamento viene fatta una presentazione del luogo da cui trasmettono. Potete immaginare quanta pubblicità gratuita otterrebbero le nostre terme se con l’interessamento del parroco e dei gruppi che collaborano con lui si riuscisse a far trasmettere una Messa da Galatro! Umberto Distilo, Domenico, Michele Scozzarra o qualche altra persona di cultura (a Galatro non ne mancano di certo!) potrebbero preparare il testo di presentazione da leggere, enfatizzando le bellezze naturali ed artistiche della città: io conosco personalmente il responsabile di radio Maria per la provincia di Padova e potrei farmi spiegare come realizzare la cosa, se da Galatro chi di dovere si mettesse al lavoro perché questa idea non resti solo sulla carta.

  • Se il numero delle presenze di durata almeno settimanale aumentasse anche per effetto di questa particolare spinta pubblicitaria, si potrebbe finalmente vedere l’operatività della struttura termale a pieno regime, se non addirittura (nella previsione più ottimistica) il ritorno alla vecchia tradizione dell’affitto di camere per i “bagnanti” da parte di privati cittadini (anche a casa mia una volta si ospitavano bagnanti da giugno a settembre) nella versione moderna del “bed & breakfast” la cui licenza sarebbe concessa da parte del comune a richiesta di chi voglia impegnarsi in questa attività ricettiva.

  • Ogni anno a Galatro si svolge a cura dell’associazione A.D.O.S. e del gruppo di appassionati podisti che partecipano a varie maratone, la bellissima corsa “5 ponti” che attira molti atleti: purtroppo la manifestazione si svolge in un solo pomeriggio e porta pochissimi vantaggi economici al paese. Sarebbe possibile fare un ulteriore sforzo da parte di tutti per allungare il percorso fino a farne una mezza maratona con partenza alle 8,30 / 9 di mattina e quindi “obbligare” gli atleti a fare almeno un pernottamento a Galatro? Da parte mia potrei contattare gli organizzatori della maratona di Padova per proporre un gemellaggio ed un supporto logistico: sono disponibile per distribuire volantini alla maratona di Treviso (metà marzo), a quella di Padova (fine aprile) e lo stesso si potrebbe fare alla 5 ponti da tenere tra fine maggio e metà giugno, così da avere un buon numero di iscrizioni per la “mezza maratona delle terme di Galatro” da fare tra metà giugno e fine settembre. Per il supporto organizzativo ci si potrebbe rivolgere anche alla vicina “6 ore di Curinga”: io avrei qualche idea per il percorso e per l’organizzazione.

  • Perché i turisti che necessitano di cure termali dovrebbero scegliere Galatro piuttosto che Abano, Recoaro ecc. ? A Galatro il turista, finite le cure, se non è venuto in macchina dalle vicinanze e quindi ritorna a casa, si annoia a morte, mentre da Abano, per esempio, propongono dei contenuti extra a pagamento, tipo oggi una gita a Venezia, domani a Verona o Bassano del Grappa o i colli Euganei: e noi non potremmo proporre Reggio con i suoi bronzi e lo stretto di Messina, le serre e Fabrizia, Tropea, l’aria pulita e le passeggiate sui sentieri che partono dalle vecchie terme verso le sorgenti del fiume Fermano? Il mercatino nel rione Montebello, il palio gastronomico e le altre notevoli manifestazioni serali di solito organizzati dall’A.D.O.S. più altri eventi come musica e teatro a cura dei nostri artisti galatresi si potrebbero tenere più volte durante la stagione estiva (almeno due attrazioni diverse per settimana a rotazione) per allietare le serate nostre e dei turisti.

  • Sarò un inguaribile ottimista, ma se le cose procedessero per il meglio ci sarebbe bisogno di ristoranti e pizzerie; una volta risvegliato lo spirito imprenditoriale dei nostri professionisti, si potrebbe creare qualche piccola fabbrica di conservazione e/o trasformazione della nostra produzione agricola (l’esempio di Orazio Curinga con il suo olio è incoraggiante) magari lanciando il marchio d.o.c. “città delle rondini”.

  • Spero che su queste idee possa nascere un dibattito all’interno dei gruppi politici o delle varie associazioni del paese, e che dopo le analisi di fattibilità si possa passare alla loro realizzazione così che entro un anno se ne possano già cogliere alcuni frutti: potrebbe altresì aprirsi un confronto pubblico su questo sito, ma se qualcuno volesse parlarne direttamente con me al fine di approfondire alcuni aspetti riguardanti le idee su esposte, io dovrei essere a Galatro per le vacanze estive dal 30/7 al 16/8. Chi volesse contattarmi ancora prima, può chiedere il mio indirizzo e-mail alla redazione del nostro giornale o usare il mio profilo facebook: se ci saranno sinergie e voglia di mettersi in gioco potremmo cambiare le mutande al nostro paese, altrimenti ci teniamo la biancheria che abbiamo usato fino ad oggi e quello che ho sopra descritto resterà ancora nell’album dei sogni.


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