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Buon senso e istituzioni
Maria Francesca Cordiani
Qualche giorno fa, com’è noto, durante la cosiddetta “cerimonia del ventaglio”, il nostro pregiatissimo Presidente della Repubblica, nel suo discorso, riecheggiava una significativa frase dei Promessi Sposi di Manzoni, affermando che «il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune.» Egli, inoltre, sottolineava «la necessità di governare il linguaggio con il coraggio e, se necessario, di contraddire opinioni diffuse.»

Affermazioni di gran valore che dovrebbero costituire la base dell’agire quotidiano. Dichiarazioni da cui emerge, tra l’altro, il ruolo di garante della Costituzione svolto in maniera eccellente dal Capo dello Stato.

Difatti il buon senso è anche e soprattutto osservanza dei valori e dei principi costituzionali, primo fra tutti quello del rispetto della persona umana, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità, ai quali si collegano gli altri fondamentali cardini costituzionali quali ad es. l’uguaglianza formale e sostanziale tra i cittadini, le libertà e la dignità del singolo, il dovere di solidarietà politica, economica e sociale ecc. Postulati a volte sopraffatti da mentalità diffuse, che spingono taluni ad assumere comportamenti inauditi che poi sfociano in episodi tragici.

I mass-media, infatti, sovente ci danno notizia di vicende di violenza di matrice razzista o comunque frutto di ideologie lesive del valore della persona in quanto tale. Nella società odierna dominata sempre più dalla sete dell’avere e dell’apparire, in sostanza, spesso il buon senso è costretto a lasciar spazio a comuni modi di pensare, con la conseguente violazione, talvolta, dei fondamenti costituzionali. Quando poi sono le istituzioni, che invece dovrebbero dare l’esempio, ad incorrere in tali errori si rimane basiti e stupefatti.

Al riguardo recentemente ha suscitato meraviglia e scalpore la notizia dei motivi della sospensione, un anno e mezzo fa ad opera dell'allora presidente Laura Boldrini, del concerto alla Camera dell’orchestra costituita da giovani componenti di Laureana di Borrello perché, secondo alcuni, sospettati di essere legati ad esponenti della malavita.

In tale circostanza, piuttosto che adottare misure così drastiche altamente lesive, tra l’altro, della libertà, dell’identità, della dignità personale, dell’immagine dei membri dell’orchestra, oltre che dell’intera comunità Laureanese ed ancor più calabrese da sempre considerate terre di ndrangheta, forse sarebbe bastato ricorrere a maggiori misure di sicurezza.

In generale, comunque, la mancanza di buon senso pervade la nostra vita quotidiana ogniqualvolta ci si nasconde dietro le opinioni e le mode della massa, senza avere il coraggio di andare controcorrente.

Allora, non resta altro da dire se non: viva le persone di buon senso!

Nella foto: l'ex presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, protagonista della sospensione del concerto dell'Orchestra Giovanile di Laureana di Borrello.


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