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Bullismo e cyberbullismo:
terribile piaga della nostra società

Maria Francesca Cordiani
23.5.17 - La Camera dei Deputati ha finalmente, com’è noto, in questi giorni definitivamente approvato la proposta di legge sul cyberbullismo, già in precedenza approvata dal Senato della Repubblica, che a seguito della sua promulgazione e pubblicazione sarà legge dello Stato. Una normativa più che mai necessaria per arrestare o quantomeno temperare un fenomeno che non è marginale, ma costituisce ormai una terribile piaga della nostra società.

Negli ultimi anni sono infatti sempre più numerosi gli episodi di violenza che hanno come protagonisti minorenni. I mass media spesso ci danno notizia di atti di prepotenza compiuti soprattutto tra adolescenti, che talvolta hanno coinvolto anche adulti barbaramente colpiti a morte da minori. Episodi che colpiscono profondamente e che lasciano senza parole. Avvenimenti che devono far riflettere sui cambiamenti manifestati nel corso del tempo dalle giovani generazioni.

Tra i giovanissimi si è, infatti, fortemente radicata la legge del più forte. L’aggressività è vista cioè come un mezzo per dominare sugli altri. Il compagno di scuola, o in genere l’altro, non è più un amico, ma un soggetto da maltrattare ed importunare fisicamente e psicologicamente. L’uomo si sa, come diceva Aristotele, è un animale sociale, pertanto fin dalla tenera età tende a socializzare con i propri simili. Per tale motivo il singolo è spinto ad unirsi ai suoi coetanei, con cui condivide comportamenti, vizi e abitudini, costituendo alle volte in tal modo il “branco”, che incute paura e terrore a coloro i quali non concordano con i modi di fare del gruppo. Anzi purtroppo questo atteggiamento è talora la causa di gesti estremi da parte delle giovani vittime, che non riescono a ribellarsi ai soprusi subiti, o è causa di gravi patemi sofferti dagli adulti.

Razionalmente è difficile comprendere l’origine del bullismo. Forse il benessere, l’innovazione o la volontà di apparire? Sicuramente lo sviluppo del benessere sociale e del progresso tecnologico ha influito tantissimo sulla diffusione del fenomeno. Le immagini delle angherie vengono infatti diffuse sui social network. Anzi ciò fino ad oggi ha costituito quasi un gioco per gli adolescenti. Tutto questo non può che far rabbrividire. Ma ancor più deve far venire la pelle d’oca e meditare l’indifferenza che a volte avvolge e circonda questi avvenimenti.

Gli ammonimenti, le sanzioni e i percorsi rieducativi previsti dalla nuova legge dovrebbero in futuro contribuire a debellare il cyberbullismo. Ma tali punizioni saranno sufficienti ad eliminare questo tormento sempre più diffuso nella nostra popolazione? Forse sarebbe utile estendere il suddetto provvedimento legislativo anche alle altre forme di bullismo, che non vengono trasmesse on-line. Un altro deterrente potrebbe essere costituito dalla riduzione del limite di età per l’imputabilità. In ogni caso le nuove norme costituiscono senz’altro un punto di partenza nella lotta contro il fenomeno.

Certamente sarà altresì necessario il fondamentale intervento educativo dei genitori. I casi di brutalità sono pure espressione della mancanza di dialogo tra genitori e figli. Una maggiore attenzione da parte dei padri e delle madri sulle abitudini e sulle manie dei propri discendenti potrebbe, perciò, probabilmente contribuire ad arginare il fenomeno.

In ogni caso, si spera che le nuove disposizioni legislative siano idonee a far desistere i “bulli” dal compiere abusi e prevaricazioni.


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