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Terme: il vecchio e il nuovo
Domenico Distilo
20.5.17 - Il ritorno delle Terme al Comune ha rappresentato l’occasione perché i fans (termine inglese derivato dal latino fanaticus) della Tromba – specie proliferata con l’ultima campagna elettorale - trovassero il modo di esercitarsi nelle pseudo ricostruzioni storiche blaterando circa presunti regali alla Terme Service da parte dell’Amministrazione dell’epoca.

E’ dunque opportuno ricordare, a questi finti smemorati, i fatti in ragione dei quali, nell’anno di grazia 2000, sono state prese le decisioni fondamentali ed essenziali, sapendo distinguere la necessità e l’ineludibile responsabilità delle scelte fatte da successivi, legittimi e giustificabili rimpianti circa il modo – cioè il come, non il cosa - in cui sono state fatte e gli esiti che ne sono scaturiti (che rientrano entrambi nella categoria dell’ “eterogenesi dei fini”, che è l’impossibilità di prevedere in tutto e per tutto le conseguenze delle umane azioni).

E i fatti erano, in primo luogo, una struttura (le nuove terme) assolutamente non in grado di funzionare, né per le cure termali né per la recettività, costruita e lasciata inutilizzata da quasi tre lustri e perciò ormai in uno stato di deterioramento pressoché irreversibile, al punto che era da considerarsi semplicemente irrealistico, se non addirittura folle, pensare di porre mano al recupero con risorse comunali.

Ed erano (i fatti), in secondo luogo, una struttura (le vecchie terme) i cui impianti necessitavano di interventi di messa a norma dai costi insostenibili. Struttura peraltro più volte visitata dai NAS e infine sanzionata da provvedimenti di sequestro in serie, col corollario di avvisi di garanzia al sindaco, all’assessore alle terme e al tecnico comunale.

Se, dunque, la scelta di affidare le terme in concessione non fosse stata fatta nel 2000, nel 2001 Galatro non avrebbe più avuto le terme. Verità questa a cui, però, non si riuscirà mai a piegare la disonestà intellettuale di critici dozzinali “un tanto al chilo”, che parlano a vanvera di “svendite” e di “regali” senza considerare che se si voleva completare e aprire al pubblico le nuove terme non si poteva non essere disposti a pagare un prezzo in termini di clausole contrattuali sufficientemente elastiche.

Prezzo di cui era ben consapevole (nel 2000) l’attuale assessore alle terme, che nella veste di consigliere di minoranza, oltreché di esperto di questioni legali, ha responsabilmente collaborato con la maggioranza di allora nella redazione e definizione sia dei bandi che - una volta andati deserti i due esperimenti di gara - del capitolato di concessione della gestione alla Terme Service srl, società all’uopo costituita.

Nel 2000, per dirla tutta, si sono fatte scelte coraggiose e necessarie rivelatesi in grado di scongiurare il rischio che Galatro non fosse più “stazione di cure termali”; l’augurio è che anche nel 2017 si sia capaci di fare altrettanto, in barba ai fanatismi, ai partiti presi e agli sragionamenti da campagna elettorale perenne.

Nella foto: Terme di Galatro, ombrelloni a bordo piscina.


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