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Terme di Galatro: quel che sarebbe da fare
Domenico Distilo
14.4.17 - Ci è stato fatto amichevolmente notare – come è stato poi del resto confermato dal comunicato stampa del Sindaco - che la sospensione dell’ordinanza comunale di sgombero delle Terme, che la società concessionaria avrebbe dovuto eseguire entro lunedì 10 maggio, non si può definire una vera e propria sospensiva, ma una sorta di presospensiva accordata con la formula inaudita altera parte, cioè senza sentire la controparte, esclusivamente sulla base della valutazione della richiesta presentata dal destinatario dell’ordinanza, nel nostro caso la Terme Service srl.

Bizantinismi del diritto! La sostanza non cambia: il prossimo 10 maggio, anche se in discussione sarà ancora la sospensiva, la decisione che verrà presa dal TAR di Reggio Calabria equivarrà in tutto e per tutto ad una decisione di merito dal momento che produrrà effetti irreversibili, sia nel caso che desse ragione al Comune sia nel caso, assolutamente malaugurato ma possibile, che non ravvisasse la totale infondatezza delle deduzioni del gestore.

E’ il caso quindi di sforzarsi di fare chiarezza a 360 gradi, separando i desideri dalla realtà e dalle concrete possibilità. Perché la partita che si sta giocando non riguarda – è bene che il punto sia a tutti chiaro - solo l’Amministrazione Comunale, ma impegna l’onore e la credibilità dell’intero paese, di ciascun galatrese in quanto tale. Tutti abbiamo, chi più chi meno, amici, parenti e conoscenti extra moenia (cioè fuori dell’ambito comunale) e se il Comune, cioè tutti noi, non riuscirà a tornare in possesso del patrimonio pubblico più importante, le Terme, dovremo sopportare per decenni i frizzi e lazzi di chi ci additerà come “quelli che non si son saputi tenere né riprendere le terme”.

Evitiamo quindi di sovrapporre l’ordinario allo straordinario, le piccole beghe paesane a una battaglia che deve essere di tutti. Eviti la maggioranza, sempre più condizionata da una coorte di fondamentalisti, di fare della battaglia per le Terme la battaglia solo e soltanto della Tromba; eviti la minoranza di dare l’impressione di indulgere nel tanto peggio tanto meglio, o peggio in folkloristiche esultanze da cui nella storia non sono mai derivati esiti esaltanti.

Orbene, diciamolo chiaro agli amministratori. Chiunque fosse al loro posto, tanto più dopo l’esito deludente dell’esperimento Terme Service, preferirebbe – esattamente come preferiscono loro - la gestione diretta comunale o quella cosiddetta dell’affidamento, altrettanto diretto, in house. Ma si tratta di un desiderio realizzabile con le risorse a disposizione del Comune e nel contempo possibile a legislazione e giurisprudenza vigenti? La domanda l’abbiamo già rivolta, senza ricevere risposta. Pensiamo però che da questa non risposta sia derivato l’incartamento in cui la vicenda attualmente si trova. Sia derivato, cioè, dall’insistenza con cui gli amministratori pensano di poter percorrere una strada impercorribile.

Il nodo va sciolto al più presto! Sarebbe auspicabile che maggioranza e minoranza lo facciano assieme in una seduta del Consiglio Comunale approvando all’unanimità un atto di indirizzo sulle terme con l’indicazione della road map, del percorso da fare in primis per riprendersi le terme, in secundis per farle funzionare a pieno regime. Se si sarà realizzato che non c’è altro da fare che la gara ad evidenza pubblica, la si faccia senza remore assurde. Tutti d’accordo, senza rimpianti e retropensieri.

Non vogliamo più assistere a uno spettacolo penoso quale quello visto nel servizio di Pianainforma (visualizzabile in basso) di qualche giorno fa. Penoso per tutti, non solo per la maggioranza!


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Nella foto in alto: ingresso dell'hotel alle Terme di Galatro.


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